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November 01 SognoSogno
(Gianna Nannini)
Sogno che ti prendo September 02 Forse val la pena aspettare..August 19 Quando sarò capace di amareQuando sarò capace d'amare di Giorgio Gaber Quando sarò capace d'amare probabilmente non avrò bisogno di assassinare in segreto mio padre né di far l'amore con mia madre in sogno. Quando sarò capace d'amare con la mia donna non avrò nemmeno la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino. Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che ci sia davvero che non affolli la mia esistenza ma non mi stia lontana neanche col pensiero. Vorrò una donna che se io accarezzo una poltrona, un libro o una rosa lei avrebbe voglia di essere solo quella cosa. Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che non cambi mai ma dalle grandi alle piccole cose tutto avrà un senso perché esiste lei. Potrò guardare dentro al suo cuore e avvicinarmi al suo mistero non come quando io ragiono ma come quando respiro. Quando sarò capace d'amare farò l'amore come mi viene senza la smania di dimostrare senza chiedere mai se siamo stati bene. E nel silenzio delle notti con gli occhi stanchi e l'animo gioioso percepire che anche il sonno è vita e non riposo. Quando sarò capace d'amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere un amore senza sensi di colpa senza alcun rimorso egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni senza altre strane deviazioni che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare. July 24 Hotel Supramonte "Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
Hotel Supramonte di Fabrizio De Andrè
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo June 17 FarewellFAREWELL - Francesco Guccini
E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent\' anni portati così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans; come si sente la voglia di vivere che scoppia un giorno e non spieghi il perchè: un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è. Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani, giorni a chiedersi tutto cos\' era, vedersi ogni sera; ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale, ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, (tintinnare) quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore. Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova, era tanto potere parlarci, giocare a guardarci, tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino, religione del tirare tardi e aspettare mattino; e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella, (poi) la città addormentata non era mai stata così tanto bella. Era facile vivere allora ogni ora, chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci, e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova, ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova. Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo, ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo. Non fu facile volersi bene, restare assieme o pensare d'avere un domani e stare lontani; tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante, (domandarsi) un ricordo lucente e durissimo come il diamante (pensiero) e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta: (di notte) (lasciarci portare) rivedersi era come rinascere ancora una volta. Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, (conclusione) (illusione) e il peccato fu creder speciale una storia normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa. (solo) (ad) "The triangle tingles and the trumpet plays slow"... Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate con qualcosa di fragile come le storie passate: forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me... June 05 Ne me quitte pas
May 22 Studentessa universitariaSTUDENTESSA UNIVERSITARIA
di Simone Cristicchi
Studentessa universitaria, triste e solitaria
Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia E la mattina sei già china sulla scrivania E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà. Ricordi la corriera che passava lenta, sotto il sole arroventato di Sicilia I fichi d’India che crescevano disordinati ai bordi delle strade Lucertole impazzite, le poche case… Ripensi quel profumo dolce di paese e pane caldo, i pomeriggi torridi, la piazza, la domenica, e il mare sconfinato che si spalancava dal terrazzo, della tua camera da letto. Ripensi alle salite in bicicletta per raggiungere il cadavere di una capretta, il tabernacolo della Madonna in cima alla montagna, che emozione! Tutte le candele accese di un paese in processione, gocce di sudore sulla fronte Odore di sapone di Marsiglia e di lenzuola fresche per l’estate, gli occhi neri di una donna ferma sulle scale, gli occhi di tua madre… Studentessa universitaria, triste e solitaria Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia E la mattina sei già china sulla scrivania E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà… Studentessa chiusa nella metropolitana, devi scendere, la prossima è la tua fermata! Sotto braccio libri,fotocopie, appunti sottolineati ed un libretto dove collezioni i voti degli esami, questa vita fatta di lezioni e professori assenti, file chilometriche per fare i documenti, prendere un bel trenta per sentirsi più felici, ma soli e senza i tuoi amici… Carmelo sta a Milano in facoltà di Economia, Fabiana e Sara Lettere indirizzo Archeologia Poi c’è Concetta, sta a Perugia e studia da Veterinaria, Giurisprudenza invece la fa Ilaria e Marco spaccia cocaina e un giorno lo metteranno dentro, il tuo ragazzo studia Architettura e adesso passa i giorni dando il resto dalla cassa di un supermercato in centro… Studentessa universitaria, triste e solitaria Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia E la mattina sei già china sulla scrivania E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà… Studentessa universitaria, sfiori la tua pancia Dentro c’è una bella novità, che a primavera nascerà per farti compagnia, la vita non è dentro un libro di Filosofia e la sera ti ritrovi a pensare al futuro e ti sembra più vicina la tua serenità. |
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