| Agnese's profile"Dai diamanti non nasce ...Blog | Help |
|
|
May 21 La Cura«La Cura mentre stava attraversando un fiume scorse del fango cretoso; pensierosa ne colse un po' e incominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere lo spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando la Cura pretese ivi porre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo proibì e volle che fosse imposto il proprio. Mentre Giove e la Cura disputavano sul nome, intervenne anche la Terra, reclamando che a ciò che era stato fatto fosse imposto il proprio nome, perché aveva dato a esso una parte del proprio corpo. I disputanti elessero Saturno a giudice. Il quale comunicò ai contendenti la seguente decisione: "Tu, Giove, che hai dato lo spirito, al momento della morte riceverai lo spirito; tu, Terra, che hai dato il corpo, riceverai il corpo. Ma poiché fu la Cura che per prima diede forma a questo essere, finché esso vive, lo possieda la Cura. Per quanto concerne la controversia sul nome, si chiami homo perché è stato tratto da humus (Terra)"»
Martin Heidegger, Essere e tempo, 1927. February 19 Il cuore umano e l'ombra<< Quali che possano essere le passioni e le emozioni, e quale che possa essere il loro vero rapporto con il pensiero e con la ragione, esse hanno certamente la loro sede d'elezione nel cuore umano. E il cuore umano non è solo un luogo d'ombra in cui certamente nessun occhio umano può penetrare: ma le qualità del cuore hanno bisogno d'ombra e protezione contro la luce del pubblico per poter crescere e restare come si pensa che siano, motivi intimi non destinati a un pubblico spettacolo. Per quanto un motivo possa essere profondamente sentito, una volta espresso ed esposto al pubblico esame, diviene oggetto di sospetto più che di comprensione: quando vi cade sopra la luce pubblica, balza agli occhi e forse anche splende ma, diversamente dai fatti e dalle parole che sono destinati a comparire all'aperto, e la cui stessa esistenza dipende da questo comparire, i motivi celati dietro questi fatti e queste parole vengono distrutti nella loro stessa essenza quando compaiono agli occhi; diventano allora "pure apparenze", dietro le quali possono forse celarsi altri motivi, altri secondi fini, come iposcrisia e inganno. [...]
Inoltre il cuore - come i grandi moralisti francesi da Montaigne a Pascal sapevano bene, anche prima dei grandi psicologi del diciannovesimo secolo, Kierkegaard, Dovstoevskij, Nietzsche - mantiene vive le sue risorse attraverso una costante battaglia che si svolge nella sua ombra a causa della sua ombra. Quando diciamo che nessuno può vedere (e forse può sopportare di vedere) la nudità di un cuore umano, "nessuno" comprende anche noi stessi - anche solo perchè il nostro senso di una realtà inequivocabile è così legato alla presenza degli altri che non possiamo essere mai sicuri di qualche cosa che sia conosciuta solo da noi e da nessun altro. La conseguenza di questa segretezza è che tutta la nostra vita psicologica, tutto il processo delle emozioni nelle nostre anime, sono condannati ad un sospetto che noi sentiamo di dover nutrire contro noi stessi, contro i nostri moventi più profondi. [...] Il cuore conosce molte intime lotte: e sa anche che una cosa che era retta quando restava celata deve apparire contorta quando è esposta al pubblico. Sa come trattare questi problemi d'ombra secondo la sua propria "logica", anche se non ne conosce la soluzione: poichè una soluzione richiede luce, ed è proprio la luce del mondo che distorce la luce del cuore. [...]
Senza dubbio ogni fatto ha i suoi motivi come ha il suo fine e il suo principio: ma l'atto stesso, anche se proclama il suo fine e rende manifesto il suo principio, non rivela l'intima motivazione di chi agisce. I suoi motivi restano oscuri: non escono in piena luce ma sono celati non solo agli altri, bensì per lo più a se stesso, alla sua autoanalisi. Dunque la ricerca dei motivi, l'esigenza che ognuno esibisca in pubblico le sue intime motivazioni, dal momento che chiede veramente l'impossibile trasforma tutti gli attori in ipocriti: nel momento in cui comincia la rivelazione dei motivi, l'iposcrisia comincia ad avvelenare tutti i rapporti umani. Inoltre, lo sforzo di trascinare alla luce del giorno ciò che è oscuro e nascosto può solo sfociare in un'aperta e chiassosa manifestazione di quegli atti la cui stessa essenza li spinge a cercare la protezione dell'ombra...>>.
Hannah Arendt (da "Sulla Rivoluzione")
|
|
|