Agnese's profile"Dai diamanti non nasce ...Blog Tools Help

Blog


    November 01

    Sogno

    Sogno
    (Gianna Nannini)
     

     

    Sogno che ti prendo
    come neve a ciuffi
    soffio sui baci allontanati
    sui baci tuoi versati
    sogno la mia carne trasformarsi in puro spirito
    mi accorgo che sei sveglio
    mi scordo che ti afferro

    ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
    ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena
    ci sarà qualcosa che mi può stordire
    ci sarà qualcosa, anche una cura,un sogno per morire

    a te che te ne vai
    dono la mia dolcezza,estrema verità,eterna mia incertezza
    a te che te ne vai

    sogno che sprofondo in questo viaggio mio mentale
    e tutto è nella notte, notte tutta uguale
    sogno che sei un urlo di bambino intrappolato
    il gioco è cominciato e già è finito il gioco
    sogno che divento il tuo piccolo gigante
    sul prato sei un diamante,nel prato a piedi nudi
    sogno che entra il mare in questo bosco di frattaglie
    ed io conosco i funghi e tu raccogli i fondi

    ci sarà qualcosa nei tuoi occhi viola
    ci sarà qualcosa nella vita per cui valga la pena
    ci sarà qualcosa persa per la strada
    ci sarà qualcosa che ritorna e che ti fa partire ora

    a te che te ne vai
    e diventi un'ossessione
    non cederò la notte,perduta mia illusione
    a te che te ne vai
    e diventi un'invasione
    non cederò la notte,eterna mia ossessione

    e diventi un'invasione
    ti aspetterò la notte,eterna mia ossessione.

    September 02

    Forse val la pena aspettare..

    "Forse val la pena aspettare questo giorno verde in cui settembre finirà. E' una nuovola di cenere rimpianto: porterà con sè quello che non ho detto e non dirò di te a te"
     
     
    da "Glicine" - Allodio
     

     

     
     
    August 23

    Il male di vivere

    Spesso il male di vivere ho incontrato
    di Eugenio Montale 
     
     
    Spesso il male di vivere ho incontrato:
    era il rivo strozzato che gorgoglia,
    era l'incartocciarsi della foglia
    riarsa, era il cavallo stramazzato.
     
    Bene non seppi; fuori del prodigio
    che schiude la divina Indifferenza:
    era la statua nella sonnolenza
    del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.
    August 19

    Quando sarò capace di amare

    Quando sarò capace d'amare

    di Giorgio Gaber


    Quando sarò capace d'amare
    probabilmente non avrò bisogno
    di assassinare in segreto mio padre
    né di far l'amore con mia madre in sogno.

    Quando sarò capace d'amare
    con la mia donna non avrò nemmeno
    la prepotenza e la fragilità
    di un uomo bambino.

    Quando sarò capace d'amare
    vorrò una donna che ci sia davvero
    che non affolli la mia esistenza
    ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

    Vorrò una donna che se io accarezzo
    una poltrona, un libro o una rosa
    lei avrebbe voglia di essere solo
    quella cosa.

    Quando sarò capace d'amare
    vorrò una donna che non cambi mai
    ma dalle grandi alle piccole cose
    tutto avrà un senso perché esiste lei.

    Potrò guardare dentro al suo cuore
    e avvicinarmi al suo mistero
    non come quando io ragiono
    ma come quando respiro.

    Quando sarò capace d'amare
    farò l'amore come mi viene
    senza la smania di dimostrare
    senza chiedere mai se siamo stati bene.

    E nel silenzio delle notti
    con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
    percepire che anche il sonno è vita
    e non riposo.

    Quando sarò capace d'amare
    mi piacerebbe un amore
    che non avesse alcun appuntamento
    col dovere

    un amore senza sensi di colpa
    senza alcun rimorso
    egoista e naturale come un fiume
    che fa il suo corso.

    Senza cattive o buone azioni
    senza altre strane deviazioni
    che se anche il fiume le potesse avere
    andrebbe sempre al mare.

    Così vorrei amare.
    August 08

    Anime gemelle

    Wedded souls

    By Percy Bysshe Shelley

     

    I am as a spirit who has dwelt
    Within his heart of hearts, and I have felt
    His feelings, and have thought his thoughts, and known
    The inmost converse of his soul, the tone
    Unheard but in the silence of his blood,
    When all the pulses in their multitude
    Image the trembling calm of summer seas.
    I have unlocked the golden melodies
    Of his deep soul, as with a master-key,
    And loosened them and bathed myself therein -
    Even as an eagle in a thunder-mist
    Clothing his wings with lightning.

     

    Anime gemelle

    di Percy Bysshe Shelley

    Sono come uno spirito
    che nell'intimo del suo cuore ha dimorato,
    e le sue sensazioni ha percepito, e i suoi pensieri
    ha avuto, e conosciuto il più profondo impulso
    del suo animo: quel flusso silenzioso che al sangue solo
    è noto, quando tutte le emozioni
    in moltitudine descrivono la quiete di mari estivi.

    Io ho liberato le melodie preziose
    del suo profondo cuore: i battenti
    ho spalancato, e in esse mi sono rimescolato.
    Proprio come un'aquila nella pioggia del tuono,
    quando veste di lampi le ali.

     

     

    July 29

    L'Articolo 21

    « Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.

    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. »

    (Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21)

    July 24

    Hotel Supramonte

     "Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
    perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore..."

     

     

    Hotel Supramonte

    di Fabrizio De Andrè

     

    E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo
    tu vedrai una donna in fiamme e un uomo solo
    e una lettera vera di notte falsa di giorno
    poi scuse accuse e scuse senza ritorno
    e ora viaggi vivi ridi o sei perduta
    col suo ordine discreto dentro il cuore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    Grazie al cielo ho una bocca per bere e non è facile
    grazie a te ho una barca da scrivere ho un treno da perdere
    e un invito all'Hotel Supramonte dove ho visto la neve
    sul tuo corpo così dolce di fame così dolce di sete
    passerà anche questa stazione senza far male
    passerà questa pioggia sottile come passa il dolore
    ma dove dov'è il tuo amore, ma dove è finito il tuo amore.

    E ora siedo sul letto del bosco che ormai ha il tuo nome
    ora il tempo è un signore distratto è un bambino che dorme
    ma se ti svegli e hai ancora paura ridammi la mano
    cosa importa se sono caduto se sono lontano
    perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
    perché domani sarà un giorno incerto di nuvole e sole
    ma dove dov'è il tuo cuore, ma dove è finito il tuo cuore.

    July 22

    La solitudine dei numeri primi

    I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell'intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie.                                                            In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti e contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li si scopre.

    Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non lo aveva mai detto. Quando immaginava di confessarle queste cose, il sottile strato di sudore sulle sue mani evaporava del tutto e per dieci minuti buoni non era più in grado di toccare nessun oggetto.

    da "La solitudine dei numeri primi" di P. Giordano

                                                                                                                                                                                                 

    July 21

    La solitudine dei numeri primi

    <<Ma ti piace davvero studiare?>>. Mattia annuì. <<E perchè?>>. <<E' l'unica cosa che so fare>> disse lui, piano. Avrebbe voluto dirle che studiare gli piaceva perchè puoi farlo da solo, perchè tutte le cose che studi sono già morte, fredde e masticate. Avrebbe voluto dirle che le pagine dei libri di scuola hanno tutte la stessa temperatura, che ti lasciano il tempo di scegliere, che non fanno mai male e che tu non puoi far lo ro del male. Ma rimase in silenzio.
     
    da "La solitudine dei numeri primi" di P. Giordano
    July 01

    Seppellisci pure

     
    Seppellisci pure
     
    Seppellisci pure
    quei fiori bianchi
    che il tempo
    benevolo
    ti aveva regalato.
    Oppure portali
    alla tomba
    delle tue
    Idee.
    Rifioriranno?
     
    I girasoli,
    lo sai,
    non li hai mai sopportati
    con il loro
    Sole
    accecante.
    Adesso son lì
    che ti puntano
    i fari
    contro il viso.
     
    E quei papaveri?
    Adesso il loro
    colore
    ti è caro
    perchè ricorda tanto
    quello della
    Crocifissione.
     
    I gelsomini
    sono quelli
    che profumano
    di antiche
    Nostalgie.
    Custodiscili.
    Ritroverai là
    l'odore del
    mare.
     
                   A.
    June 29

    Canto notturno di un pastore errante dell'Asia

     
     
    Canto Notturno di un Pastore Errante dell'Asia
     
    di Giacomo Leopardi

     

    Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
    Silenziosa luna?
    Sorgi la sera, e vai,
    Contemplando i deserti; indi ti posi.
    Ancor non sei tu paga
    Di riandare i sempiterni calli?
    Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
    Di mirar queste valli?
    Somiglia alla tua vita
    La vita del pastore.
    Sorge in sul primo albore;
    Move le greggia oltre pel campo, e vede
    Greggi, fontane ed erbe;
    Poi stanco si riposa in su la sera:
    Altro mai non ispera.
    Dimmi, o luna: a che vale
    Al pastor la sua vita,
    La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
    Questo vagar mio breve,
    Il tuo corso immortale?

    Vecchierel bianco, infermo,
    Mezzo vestito e scalzo,
    Con gravissimo fascio in su le spalle,
    Per montagna e per valle,
    Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
    Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
    L'ora, e quando poi gela,
    Corre via, corre, anela,
    Varca torrenti e stagni,
    Cade, risorge, e più e più s'affretta,
    Senza posa o ristoro,
    Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
    Colà dove la via
    E dove il tanto affaticar fu volto:
    Abisso orrido, immenso,
    Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
    Vergine luna, tale
    È la vita mortale.

    Nasce l'uomo a fatica,
    Ed è rischio di morte il nascimento
    Prova pena e tormento
    Per prima cosa; e in sul principio stesso
    La madre e il genitore
    Il prende a consolare dell'esser nato.
    Poi che crescendo viene,
    L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre
    Con atti e con parole
    Studiasi fargli core,
    E consolarlo dell'umano stato:
    Altro ufficio più grato
    Non si fa da parenti alla lor prole.
    Ma perché dare al sole,
    Perché reggere in vita
    Chi poi di quella consolar convenga?
    Se la vita è sventura,
    Perché da noi si dura?
    Intatta luna, tale
    È lo stato mortale.
    Ma tu mortal non sei,
    E forse del mio dir poco ti cale.

    Pur tu, solinga, eterna peregrina,
    Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
    Questo viver terreno,
    Il patir nostro, il sospirar, che sia;
    Che sia questo morir, questo supremo
    Scolorar del sembiante,
    E perir della terra, e venir meno
    Ad ogni usata, amante compagnia.
    E tu certo comprendi
    Il perché delle cose, e vedi il frutto
    Del mattin, della sera,
    Del tacito, infinito andar del tempo.
    Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
    Rida la primavera,
    A chi giovi l'ardore, e che procacci
    Il verno co' suoi ghiacci.
    Mille cose sai tu, mille discopri,
    Che son celate al semplice pastore.
    Spesso quand'io ti miro
    Star così muta in sul deserto piano,
    Che, in suo giro lontano, al ciel confina;
    Ovver con la mia greggia
    Seguirmi viaggiando a mano a mano;
    E quando miro in ciel arder le stelle;
    Dico fra me pensando:
    A che tante facelle?
    Che fa l'aria infinita, e quel profondo
    Infinito seren? che vuol dir questa
    Solitudine immensa? ed io che sono?
    Così meco ragiono: e della stanza
    Smisurata e superba,
    E dell'innumerabile famiglia;
    Poi di tanto adoprar, di tanti moti
    D'ogni celeste, ogni terrena cosa,
    Girando senza posa,
    Per tornar sempre là donde son mosse;
    Uso alcuno, Alcun frutto
    Indovinar non so. Ma tu per certo,
    Giovinetta immortal, conosci il tutto.
    Questo io conosco e sento,
    Che degli eterni giri
    Che dell'esser mio frale,
    Qualche bene o contento
    Avrà fors'altri; a me la vita è male.

    O greggia mia che posi, oh te beata
    Che la miseria tua, credo, non sai!
    Quanta invidia ti porto!
    Non sol perché d'affanno
    Quasi libera vai;
    Ch'ogni stento, ogni danno,
    Ogni estremo timor subito scordi;
    Ma più perché giammai tedio non provi.
    Quando tu siedi all'ombra, sovra l'erbe,
    Tu se' queta e contenta;
    E gran parte dell'anno
    Senza noia consumi in quello stato
    Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
    E un fastidio m'ingombra
    la mente, ed uno spron quasi mi punge
    Sì che, sedendo, più che mai son lunge
    Da trovar pace o loco.
    E pur nulla non bramo,
    E non ho fino a qui cagion di pianto.
    Quel che tu goda, o quanto,
    Non so già dir; ma fortunata sei.
    Ed io godo ancor poco,
    O greggia mia, né di ciò sol mi lagno.
    Se tu parlar sapessi, io chiederei:
    Dimmi: perché giacendo
    A bell'agio, ozioso,
    S'appaga ogni animale;
    Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?

    Forse s'avvess'io l'ale
    Da volar su le nubi,
    E noverar le stelle ad una ad una,
    O come il tuono errar di giogo in giogo,
    Più felice sarei, dolce mia grerggia,
    Più felice sarei, candida luna.
    O forse erra dal vero,
    Mirando l'altrui sorte, il mio pensiero:
    Forse in qual forma, in quale
    Stato che sia, dentro covile o cuna,
    È funesto a chi nasce il dì natale.

    June 17

    Farewell

     
    FAREWELL - Francesco Guccini
     
     
    E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent\' anni portati così,
    come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
    come si sente la voglia di vivere
    che scoppia un giorno e non spieghi il perchè:
    un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.

    Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani,
    giorni a chiedersi tutto cos\' era, vedersi ogni sera;
    ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale,
    ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale
    e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, (tintinnare)
    quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.

    Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
    era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
    tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino,
    religione del tirare tardi e aspettare mattino;
    e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella, (poi)
    la città addormentata non era mai stata così tanto bella.

    Era facile vivere allora ogni ora,
    chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
    e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova,
    ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
    Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo,
    ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo.

    Non fu facile volersi bene, restare assieme
    o pensare d'avere un domani e stare lontani;
    tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante, (domandarsi)
    un ricordo lucente e durissimo come il diamante (pensiero)
    e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta: (di notte) (lasciarci portare)
    rivedersi era come rinascere ancora una volta.

    Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, (conclusione) (illusione)
    e il peccato fu creder speciale una storia normale.
    Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo,
    sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
    E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa;
    siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa. (solo) (ad)

    "The triangle tingles and the trumpet plays slow"...

    Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate
    con qualcosa di fragile come le storie passate:
    forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè
    ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me...
    June 05

    Ne me quitte pas

     

    Ne me quitte pas  - Jacques Brel

                                                      

                                                                
    Ne me quitte pas             Non abbandonarmi                 
    Il faut oublier               Bisogna dimenticare           
    Tout peut s'oublier           Tutto si può dimenticare
    Qui s'enfuit déjà             Chi fugge già                 
    Oublier le temps              Dimenticare il tempo          
    Des malentendus               Dei malintesi                 
    Et le temps perdu             Ed il tempo perso             
    A savoir comment              A sapere come                 
    Oublier ces heures            Dimenticare queste ore        
    Qui tuaient parfois           Chi uccideva talvolta         
    A coups de pourquoi           A colpi di perché             
    Le coeur du bonheur           Il cuore della felicità       
                                                                
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
                                                                
    Moi je t'offrirai             Io ti offrirò                 
    Des perles de pluie           Delle perle di pioggia        
    Venues de pays                Venute da paesi               
    Où il ne pleut pas            Dove non piove mai               
    Je creuserai la terre         Io scaverò la terra              
    Jusqu'après ma mort           Fino dopo la mia morte        
    Pour couvrir ton corps        Per coprire il tuo corpo      
    D'or et de lumière            D'oro e di luce              
    Je ferai un domaine           Io farò un campo                 
    Où l'amour sera roi           Dove l'amore sarà re          
    Où l'amour sera loi           Dove l'amore sarà legge       
    Où tu seras reine             Dove sarai la regina          
                                                                
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
                                                                
    Je t'inventerai               Io ti inventerò                  
    Des mots insensés             Delle parole insensate        
    Que tu comprendras            Che tu comprenderai              
    Je te parlerai                Io ti parlerò                    
    De ces amants-là              Di questi amanti              
    Qui ont vu deux fois          Chi ha visto due volte        
    Leurs coeurs s'embraser       I loro cuori infiammarsi      
    Je te raconterai              Io ti racconterò                 
    L'histoire de ce roi          La storia di questo re        
    Mort de n'avoir pas           Morto per non averti
    Pu te rencontrer              Potuto incontrarti            
                                                                
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
                                                                
    On a vu souvent               Si è visto spesso             
    Rejaillir le feu              Schizzare il fuoco            
    De l'ancien volcan            Del vecchio vulcano           
    Qu'on croyait trop vieux      Che si credeva troppo vecchio 
    Il est paraît-il              A quanto pare
    Des terres brûlées            Alcune terre bruciate         
    Donnant plus de blé           Danno più di grano            
    Qu'un meilleur avril          Che un migliore aprile        
    Et quand vient le soir        E quando viene la sera        
    Pour qu'un ciel flamboie      Affinché un cielo fiammeggi
    Le rouge et le noir           Il rosso ed il nero           
    Ne s'épousent-ils pas         Non si sposano            
                                                                
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
                                                                
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Je ne vais plus pleurer       Io non vado più a piangere
    Je ne vais plus parler        Io non vado a più a parlare
    Je me cacherai là             Mi nasconderò là              
    A te regarder                 A guardarti                   
    Danser et sourire             Danzare e sorridere           
    Et à t'écouter                Ed ad ascoltarti              
    Chanter et puis rire          Cantare e poi ridere          
    Laisse-moi devenir            Lasciami diventare            
    L'ombre de ton ombre          L'ombra della tua ombra       
    L'ombre de ta main            L'ombra della tua mano        
    L'ombre de ton chien          L'ombra del tuo cane          
                                                                
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                 
    Ne me quitte pas              Non abbandonarmi                  
                                              

                                                              

    May 22

    Studentessa universitaria

     
    STUDENTESSA UNIVERSITARIA
     
    di Simone Cristicchi
     
     
    Studentessa universitaria, triste e solitaria
    Nella tua stanzetta umida,
    ripassi bene la lezione di filosofia
    E la mattina sei già china sulla scrivania
    E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà.

    Ricordi la corriera che passava lenta, sotto il sole arroventato di Sicilia
    I fichi d’India che crescevano disordinati ai bordi delle strade
    Lucertole impazzite, le poche case…
    Ripensi quel profumo dolce di paese e pane caldo,
    i pomeriggi torridi, la piazza, la domenica,
    e il mare sconfinato che si spalancava dal terrazzo,
    della tua camera da letto.

    Ripensi alle salite in bicicletta per raggiungere il cadavere di una capretta,
    il tabernacolo della Madonna in cima alla montagna, che emozione!
    Tutte le candele accese di un paese in processione, gocce di sudore sulla fronte
    Odore di sapone di Marsiglia e di lenzuola fresche per l’estate,
    gli occhi neri di una donna ferma sulle scale, gli occhi di tua madre…

    Studentessa universitaria, triste e solitaria
    Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia
    E la mattina sei già china sulla scrivania
    E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà…

    Studentessa chiusa nella metropolitana, devi scendere, la prossima è la tua fermata!
    Sotto braccio libri,fotocopie, appunti sottolineati
    ed un libretto dove collezioni i voti degli esami,
    questa vita fatta di lezioni e professori assenti, file chilometriche per fare i documenti,
    prendere un bel trenta per sentirsi più felici, ma soli e senza i tuoi amici…
    Carmelo sta a Milano in facoltà di Economia, Fabiana e Sara Lettere indirizzo Archeologia
    Poi c’è Concetta, sta a Perugia e studia da Veterinaria,
    Giurisprudenza invece la fa Ilaria e Marco spaccia cocaina
    e un giorno lo metteranno dentro, il tuo ragazzo studia Architettura e adesso
    passa i giorni dando il resto dalla cassa di un supermercato in centro…

    Studentessa universitaria, triste e solitaria
    Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia
    E la mattina sei già china sulla scrivania
    E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà…

    Studentessa universitaria, sfiori la tua pancia
    Dentro c’è una bella novità, che a primavera nascerà per farti compagnia,
    la vita non è dentro un libro di Filosofia
    e la sera ti ritrovi a pensare al futuro
    e ti sembra più vicina la tua serenità.
    May 21

    La Cura

    «La Cura mentre stava attraversando un fiume scorse del fango cretoso; pensierosa ne colse un po' e incominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere lo spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando la Cura pretese ivi porre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo proibì e volle che fosse imposto il proprio. Mentre Giove e la Cura disputavano sul nome, intervenne anche la Terra, reclamando che a ciò che era stato fatto fosse imposto il proprio nome, perché aveva dato a esso una parte del proprio corpo. I disputanti elessero Saturno a giudice. Il quale comunicò ai contendenti la seguente decisione: "Tu, Giove, che hai dato lo spirito, al momento della morte riceverai lo spirito; tu, Terra, che hai dato il corpo, riceverai il corpo. Ma poiché fu la Cura che per prima diede forma a questo essere, finché esso vive, lo possieda la Cura. Per quanto concerne la controversia sul nome, si chiami homo perché è stato tratto da humus (Terra)"»

     

    Martin Heidegger, Essere e tempo, 1927.

    May 15

    L'ultimo abbraccio

     

    L'ultimo abbraccio

     

     

    In tanti hanno provato a dipingere un Abbraccio...

    Il tentativo di Olga Marciano, pittrice salernitana, mi sembra uno dei più riusciti nella storia della pittura...

    L'intensità e il pathos sono qui vivi in ogni curvatura, in ogni punto che riflette una determinata gradazione di luce grazie alla mistura del colore...

    Tutto sembra suggerire slancio e sentimento.

    May 04

    La malattia delle canzoni

    <<Ma, alla fine, qual è la tua malattia?>> domandò il fratello minore al  maggiore. <<Perchè quella instabilità, da cosa nasce quella tua mania di troncare sempre? La tua bulimia, la tua insopportabile bulimia?>>. <<Perchè quel continuo bisogno di altro?>>.
    <<Credo che venga tutto dalle conzoni>>. E, davanti al fratellino psichiatra sempre più allibito, sviluppò la sua teoria della malattia delle canzoni. Secondo il fratello maggiore, le canzoni, la passione famigliare per le canzoni, avevano esercitato un potere dissolvente sulla struttura della sua anima.
    <<Tò! E perchè mai?>>
    <<Perchè, in primo luogo, la canzone, che è breve per natura, accende in noi il gusto del rinnovamento, del ricominciamento, e del diverso ad ogni costo. Le storie si susseguono. Non si ha mai il tempo di annoiarsi. E' vero o no?>>
    <<Ammetto>>.
    <<In secondo luogo, e in via accessoria, la canzone fa nascere in noi il disgusto per tutto ciò che va per le lunghe e anche per tutto ciò che dura. Continui a seguirmi?>>
    <<Temo di sì>>.
    <<In terzo e ultimo luogo... il peggio. La canzone, un ascolto eccessivo della canzone, provoca, in certe personalità fragili, un decentramento della felicità>>.
    <<Cos'altro hai inventato come scusa?>>
    <<Sentimi bene. In un essere normale, per esempio te, la felicità si trova nella vita, nella vita stessa, nel presente vissuto. Mi sbaglio?>>
    <<Continua>>.
    <<Nell'ascoltatore ossessivo di canzoni, intendo nel fissato, me per esempio, la felicità diserta la vita. Sopravvive soltanto nel ricordo della vita. Ti è mai capitato di sentire canzoni felici? Tutte le canzoni sono delle nostalgie>>. [...]
     
    Da Erik Orsenna, "La chanson de Charles Quint"
    April 24

    Più bici, più baci

    Più bici, più baci..
     
     
     
     
     
     
    February 28

    Sala da biliardo

    << Niente può  spiegare la bellezza di una sala da biliardo. Al tramonto la stanza da gioco comincia a riempirsi dei primi sguardi di sfida dei giocatori, e di ragazza scure, accese, avide, giunte una sera ancora a sognare un ragazzo capace di far roteare le stecche. Gli occhi scuri dei figli del vento sono amari e determinati, ma vivi. La sala si riempie di fumo, in breve è una cappa. Ma non si può giocare senza il fumo. La sigaretta accesa, tenuta in bocca mentre si calibra il tiro, fa lacrimare gli occhi, fa mancare forte il respiro, ma fa parte del gioco. Il gioco è tutto. Il gioco è tutto...>>
     
                                                                                                                                   Da  "Il Cantiere"
     
     
     
     E' assolutamente vero: nulla può descrivere il fascino magnetico di una sala da biliardo...la stecca, il silenzio improvviso degli altri giocatori e quella sana concentrazione che ti accompagna prima di giocare il tuo tiro, che ti fa sperare di imbucare quella pallina. La prima volta che sono entrata in una sala da biliardo è stata non molto tempo fa, in un locale al centro di Firenze, con la mia amica, quella dai capelli rossi. Incontrammo tre tunisini, sicuramente ex malavitosi: uno di loro aveva una cicatrice sul viso che partiva dalla tempia, attraversava la guancia, fino ad arrivare alla punta del labbro. Ma sono stati degli ottimi compagni di gioco. Io ero solo una principiante, loro giocatori esperti, abili nelle loro mosse, concentratissimi. Loro uomini vissuti, io solo una ragazzina sprovveduta. Decisi che anch'io volevo diventare un'abile giocatrice di biliardo.
    February 24

    Un immaginario contorto

     

    Natalie Shau è un'artista, fotografa lituana. Realizza opere di fotomanipolazione e arte digitale, con uno stile che va al di là di ogni quotidiana immaginazione: i suoi soggetti saltano fuori da un immaginario contorto, fiabesco e travolgente, con frequenti riferimenti al macabro e al grottesco, ma anche carichi di sensualità e bellezza.

    Horror, fantasy e atmosfere manga si fondono nelle sue opere. Figure  di giovani donne incarnano in esse un’ estrema contraddizione: l’immagine reale del loro corpo e al contempo un’atmosfera ultraterrena, che diventano un tutt’uno.

    Fiabe come la Sirenetta, Alice nel paese delle meraviglie, vengono rifiltrate dall’occhio dell’artista, che gioca con le infinite sfaccettature della mente facendo sì che  le immagini si confondano con gli stati d’animo. Immagini e sentimenti vengono così resi ibridi, creando un effetto di mistero e contraddizione, entro un’atmosfera surreale.

    Questa è, a parer mio, una delle sue fotografie più belle.