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November 01 SognoSogno
(Gianna Nannini)
Sogno che ti prendo September 02 Forse val la pena aspettare..August 23 Il male di vivere
August 19 Quando sarò capace di amareQuando sarò capace d'amare di Giorgio Gaber Quando sarò capace d'amare probabilmente non avrò bisogno di assassinare in segreto mio padre né di far l'amore con mia madre in sogno. Quando sarò capace d'amare con la mia donna non avrò nemmeno la prepotenza e la fragilità di un uomo bambino. Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che ci sia davvero che non affolli la mia esistenza ma non mi stia lontana neanche col pensiero. Vorrò una donna che se io accarezzo una poltrona, un libro o una rosa lei avrebbe voglia di essere solo quella cosa. Quando sarò capace d'amare vorrò una donna che non cambi mai ma dalle grandi alle piccole cose tutto avrà un senso perché esiste lei. Potrò guardare dentro al suo cuore e avvicinarmi al suo mistero non come quando io ragiono ma come quando respiro. Quando sarò capace d'amare farò l'amore come mi viene senza la smania di dimostrare senza chiedere mai se siamo stati bene. E nel silenzio delle notti con gli occhi stanchi e l'animo gioioso percepire che anche il sonno è vita e non riposo. Quando sarò capace d'amare mi piacerebbe un amore che non avesse alcun appuntamento col dovere un amore senza sensi di colpa senza alcun rimorso egoista e naturale come un fiume che fa il suo corso. Senza cattive o buone azioni senza altre strane deviazioni che se anche il fiume le potesse avere andrebbe sempre al mare. Così vorrei amare. August 08 Anime gemelleWedded soulsBy Percy Bysshe Shelley
I am as a spirit who has dwelt
Anime gemelle di Percy Bysshe Shelley Sono come uno spirito Io ho liberato le melodie preziose
July 29 L'Articolo 21« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni. » (Costituzione della Repubblica Italiana, Articolo 21) July 24 Hotel Supramonte "Perché domani sarà un giorno lungo e senza parole
Hotel Supramonte di Fabrizio De Andrè
E se vai all'Hotel Supramonte e guardi il cielo July 22 La solitudine dei numeri primiI numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell'infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi. Certe volte pensava che in quella sequenza ci fossero finiti per sbaglio, che vi fossero rimasti intrappolati come perline infilate in una collana. Altre volte, invece, sospettava che anche a loro sarebbe piaciuto essere come tutti, solo dei numeri qualunque, ma che per qualche motivo non ne fossero capaci. Il secondo pensiero lo sfiorava soprattutto di sera, nell'intrecciarsi caotico di immagini che precede il sonno, quando la mente è troppo debole per raccontarsi delle bugie. In un corso del primo anno Mattia aveva studiato che tra i numeri primi ce ne sono alcuni ancora più speciali. I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra di loro vi è sempre un numero pari che gli impedisce di toccarsi per davvero. Numeri come l'11 e il 13, come il 17 e il 19, il 41 e il 43. Se si ha la pazienza di andare avanti e contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro. Tra matematici è convinzione comune che per quanto si possa andare avanti, ve ne saranno sempre altri due, anche se nessuno può dire dove, finchè non li si scopre. Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non lo aveva mai detto. Quando immaginava di confessarle queste cose, il sottile strato di sudore sulle sue mani evaporava del tutto e per dieci minuti buoni non era più in grado di toccare nessun oggetto. da "La solitudine dei numeri primi" di P. Giordano
July 21 La solitudine dei numeri primi<<Ma ti piace davvero studiare?>>. Mattia annuì. <<E perchè?>>. <<E' l'unica cosa che so fare>> disse lui, piano. Avrebbe voluto dirle che studiare gli piaceva perchè puoi farlo da solo, perchè tutte le cose che studi sono già morte, fredde e masticate. Avrebbe voluto dirle che le pagine dei libri di scuola hanno tutte la stessa temperatura, che ti lasciano il tempo di scegliere, che non fanno mai male e che tu non puoi far lo ro del male. Ma rimase in silenzio.
da "La solitudine dei numeri primi" di P. Giordano July 01 Seppellisci pureSeppellisci pure
Seppellisci pure
quei fiori bianchi
che il tempo
benevolo
ti aveva regalato.
Oppure portali
alla tomba
delle tue
Idee.
Rifioriranno?
I girasoli,
lo sai,
non li hai mai sopportati
con il loro
Sole
accecante.
Adesso son lì
che ti puntano
i fari
contro il viso.
E quei papaveri?
Adesso il loro
colore
ti è caro
perchè ricorda tanto
quello della
Crocifissione.
I gelsomini
sono quelli
che profumano
di antiche
Nostalgie.
Custodiscili.
Ritroverai là
l'odore del
mare.
A. June 29 Canto notturno di un pastore errante dell'AsiaCanto Notturno di un Pastore Errante dell'Asia
di Giacomo Leopardi
Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, Vecchierel bianco, infermo, Nasce l'uomo a fatica, Pur tu, solinga, eterna peregrina, O greggia mia che posi, oh te beata Forse s'avvess'io l'ale June 17 FarewellFAREWELL - Francesco Guccini
E sorridevi e sapevi sorridere coi tuoi vent\' anni portati così, come si porta un maglione sformato su un paio di jeans; come si sente la voglia di vivere che scoppia un giorno e non spieghi il perchè: un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è. Giorni lunghi fra ieri e domani, giorni strani, giorni a chiedersi tutto cos\' era, vedersi ogni sera; ogni sera passare su a prenderti con quel mio buffo montone orientale, ogni sera là, a passo di danza, a salire le scale e sentire i tuoi passi che arrivano, il ticchettare del tuo buonumore, (tintinnare) quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore. Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova, era tanto potere parlarci, giocare a guardarci, tra gli amici che ridono e suonano attorno ai tavoli pieni di vino, religione del tirare tardi e aspettare mattino; e una notte lasciasti portarti via, solo la nebbia e noi due in sentinella, (poi) la città addormentata non era mai stata così tanto bella. Era facile vivere allora ogni ora, chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci, e ogni notte inventarsi una fantasia da bravi figli dell'epoca nuova, ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova. Ma stupiti e felici scoprimmo che era nato qualcosa più in fondo, ci sembrava d'avere trovato la chiave segreta del mondo. Non fu facile volersi bene, restare assieme o pensare d'avere un domani e stare lontani; tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?" In ogni cosa un pensiero costante, (domandarsi) un ricordo lucente e durissimo come il diamante (pensiero) e a ogni passo lasciare portarci via da un' emozione non piena, non colta: (di notte) (lasciarci portare) rivedersi era come rinascere ancora una volta. Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione, (conclusione) (illusione) e il peccato fu creder speciale una storia normale. Ora il tempo ci usura e ci stritola in ogni giorno che passa correndo, sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo. E davvero non siamo più quegli eroi pronti assieme a affrontare ogni impresa; siamo come due foglie aggrappate su un ramo in attesa. (solo) (ad) "The triangle tingles and the trumpet plays slow"... Farewell, non pensarci e perdonami se ti ho portato via un poco d'estate con qualcosa di fragile come le storie passate: forse un tempo poteva commuoverti, ma ora è inutile credo, perchè ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me... June 05 Ne me quitte pas
May 22 Studentessa universitariaSTUDENTESSA UNIVERSITARIA
di Simone Cristicchi
Studentessa universitaria, triste e solitaria
Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia E la mattina sei già china sulla scrivania E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà. Ricordi la corriera che passava lenta, sotto il sole arroventato di Sicilia I fichi d’India che crescevano disordinati ai bordi delle strade Lucertole impazzite, le poche case… Ripensi quel profumo dolce di paese e pane caldo, i pomeriggi torridi, la piazza, la domenica, e il mare sconfinato che si spalancava dal terrazzo, della tua camera da letto. Ripensi alle salite in bicicletta per raggiungere il cadavere di una capretta, il tabernacolo della Madonna in cima alla montagna, che emozione! Tutte le candele accese di un paese in processione, gocce di sudore sulla fronte Odore di sapone di Marsiglia e di lenzuola fresche per l’estate, gli occhi neri di una donna ferma sulle scale, gli occhi di tua madre… Studentessa universitaria, triste e solitaria Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia E la mattina sei già china sulla scrivania E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà… Studentessa chiusa nella metropolitana, devi scendere, la prossima è la tua fermata! Sotto braccio libri,fotocopie, appunti sottolineati ed un libretto dove collezioni i voti degli esami, questa vita fatta di lezioni e professori assenti, file chilometriche per fare i documenti, prendere un bel trenta per sentirsi più felici, ma soli e senza i tuoi amici… Carmelo sta a Milano in facoltà di Economia, Fabiana e Sara Lettere indirizzo Archeologia Poi c’è Concetta, sta a Perugia e studia da Veterinaria, Giurisprudenza invece la fa Ilaria e Marco spaccia cocaina e un giorno lo metteranno dentro, il tuo ragazzo studia Architettura e adesso passa i giorni dando il resto dalla cassa di un supermercato in centro… Studentessa universitaria, triste e solitaria Nella tua stanzetta umida, ripassi bene la lezione di filosofia E la mattina sei già china sulla scrivania E la sera ti ritrovi a fissare il soffitto, i soldi per pagare l’affitto te li manda papà… Studentessa universitaria, sfiori la tua pancia Dentro c’è una bella novità, che a primavera nascerà per farti compagnia, la vita non è dentro un libro di Filosofia e la sera ti ritrovi a pensare al futuro e ti sembra più vicina la tua serenità. May 21 La Cura«La Cura mentre stava attraversando un fiume scorse del fango cretoso; pensierosa ne colse un po' e incominciò a dargli forma. Mentre è intenta a stabilire che cosa abbia fatto, interviene Giove. La Cura lo prega di infondere lo spirito a ciò che essa aveva fatto. Giove acconsente volentieri. Ma quando la Cura pretese ivi porre il suo nome a ciò che aveva fatto, Giove glielo proibì e volle che fosse imposto il proprio. Mentre Giove e la Cura disputavano sul nome, intervenne anche la Terra, reclamando che a ciò che era stato fatto fosse imposto il proprio nome, perché aveva dato a esso una parte del proprio corpo. I disputanti elessero Saturno a giudice. Il quale comunicò ai contendenti la seguente decisione: "Tu, Giove, che hai dato lo spirito, al momento della morte riceverai lo spirito; tu, Terra, che hai dato il corpo, riceverai il corpo. Ma poiché fu la Cura che per prima diede forma a questo essere, finché esso vive, lo possieda la Cura. Per quanto concerne la controversia sul nome, si chiami homo perché è stato tratto da humus (Terra)"»
Martin Heidegger, Essere e tempo, 1927. May 15 L'ultimo abbraccio
L'ultimo abbraccio
In tanti hanno provato a dipingere un Abbraccio... Il tentativo di Olga Marciano, pittrice salernitana, mi sembra uno dei più riusciti nella storia della pittura... L'intensità e il pathos sono qui vivi in ogni curvatura, in ogni punto che riflette una determinata gradazione di luce grazie alla mistura del colore... Tutto sembra suggerire slancio e sentimento. May 04 La malattia delle canzoni<<Ma, alla fine, qual è la tua malattia?>> domandò il fratello minore al maggiore. <<Perchè quella instabilità, da cosa nasce quella tua mania di troncare sempre? La tua bulimia, la tua insopportabile bulimia?>>. <<Perchè quel continuo bisogno di altro?>>.
<<Credo che venga tutto dalle conzoni>>. E, davanti al fratellino psichiatra sempre più allibito, sviluppò la sua teoria della malattia delle canzoni. Secondo il fratello maggiore, le canzoni, la passione famigliare per le canzoni, avevano esercitato un potere dissolvente sulla struttura della sua anima.
<<Tò! E perchè mai?>>
<<Perchè, in primo luogo, la canzone, che è breve per natura, accende in noi il gusto del rinnovamento, del ricominciamento, e del diverso ad ogni costo. Le storie si susseguono. Non si ha mai il tempo di annoiarsi. E' vero o no?>>
<<Ammetto>>.
<<In secondo luogo, e in via accessoria, la canzone fa nascere in noi il disgusto per tutto ciò che va per le lunghe e anche per tutto ciò che dura. Continui a seguirmi?>>
<<Temo di sì>>.
<<In terzo e ultimo luogo... il peggio. La canzone, un ascolto eccessivo della canzone, provoca, in certe personalità fragili, un decentramento della felicità>>.
<<Cos'altro hai inventato come scusa?>>
<<Sentimi bene. In un essere normale, per esempio te, la felicità si trova nella vita, nella vita stessa, nel presente vissuto. Mi sbaglio?>>
<<Continua>>.
<<Nell'ascoltatore ossessivo di canzoni, intendo nel fissato, me per esempio, la felicità diserta la vita. Sopravvive soltanto nel ricordo della vita. Ti è mai capitato di sentire canzoni felici? Tutte le canzoni sono delle nostalgie>>. [...]
Da Erik Orsenna, "La chanson de Charles Quint" February 28 Sala da biliardo<< Niente può spiegare la bellezza di una sala da biliardo. Al tramonto la stanza da gioco comincia a riempirsi dei primi sguardi di sfida dei giocatori, e di ragazza scure, accese, avide, giunte una sera ancora a sognare un ragazzo capace di far roteare le stecche. Gli occhi scuri dei figli del vento sono amari e determinati, ma vivi. La sala si riempie di fumo, in breve è una cappa. Ma non si può giocare senza il fumo. La sigaretta accesa, tenuta in bocca mentre si calibra il tiro, fa lacrimare gli occhi, fa mancare forte il respiro, ma fa parte del gioco. Il gioco è tutto. Il gioco è tutto...>>
Da "Il Cantiere"
E' assolutamente vero: nulla può descrivere il fascino magnetico di una sala da biliardo...la stecca, il silenzio improvviso degli altri giocatori e quella sana concentrazione che ti accompagna prima di giocare il tuo tiro, che ti fa sperare di imbucare quella pallina. La prima volta che sono entrata in una sala da biliardo è stata non molto tempo fa, in un locale al centro di Firenze, con la mia amica, quella dai capelli rossi. Incontrammo tre tunisini, sicuramente ex malavitosi: uno di loro aveva una cicatrice sul viso che partiva dalla tempia, attraversava la guancia, fino ad arrivare alla punta del labbro. Ma sono stati degli ottimi compagni di gioco. Io ero solo una principiante, loro giocatori esperti, abili nelle loro mosse, concentratissimi. Loro uomini vissuti, io solo una ragazzina sprovveduta. Decisi che anch'io volevo diventare un'abile giocatrice di biliardo. February 24 Un immaginario contorto
Natalie Shau è un'artista, fotografa lituana. Realizza opere di fotomanipolazione e arte digitale, con uno stile che va al di là di ogni quotidiana immaginazione: i suoi soggetti saltano fuori da un immaginario contorto, fiabesco e travolgente, con frequenti riferimenti al macabro e al grottesco, ma anche carichi di sensualità e bellezza.
Horror, fantasy e atmosfere manga si fondono nelle sue opere. Figure di giovani donne incarnano in esse un’ estrema contraddizione: l’immagine reale del loro corpo e al contempo un’atmosfera ultraterrena, che diventano un tutt’uno.
Fiabe come la Sirenetta, Alice nel paese delle meraviglie, vengono rifiltrate dall’occhio dell’artista, che gioca con le infinite sfaccettature della mente facendo sì che le immagini si confondano con gli stati d’animo. Immagini e sentimenti vengono così resi ibridi, creando un effetto di mistero e contraddizione, entro un’atmosfera surreale.
Questa è, a parer mio, una delle sue fotografie più belle.
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